Posts Tagged ‘kustom milano’

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Scrivo oggi questo breve articolo per fare alcune riflessioni sul termine “personalizzazione”, in particolare legata al mondo artistico dell’aerografia che per l’appunto fa ampio uso della parola “custom”, ovvero personalizzato.
Spesso per ciò che accade (o perlomeno ciò che ho potuto notare io nei quasi 15 anni in cui mi dedico con passione a quest’arte) è che la persona generalmente interessata ad un lavoro ad aerografo vede questa tecnica come un modo per riprodurre, nel migliore dei casi in modo economico, grafiche loghi o personaggi già visti altrove o come già esistono in altri contesti.

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Non molti percepiscono l’arte “custom” dell’aerografo come un occasione per poter rendere unico, originale e diverso dagli altri un proprio oggetto, con temi e soggetti strettamente legati alla propria persona ed esperienza al fine di poter dire, una cosa così la possiedo solo io ed è stata creata appositamente per me.
La tendenza è rifarsi a cose già viste, basterebbe invece poco per tramutare in qualcosa di unico un proprio oggetto, un casco, una moto o qualsiasi altra cosa, dentro la quale possano essere riportate immagini, informazioni o una semplice frase che si rifanno al vissuto della persona che lo possiede.

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L’aerografia fatta ad un certo livello, non va quindi vista come un modo economico per cambiare aspetto ad un oggetto o per riprodurlo in maniera similare ad uno originale, l’aerografia è una forma d’arte in grado di rendere unico un proprio oggetto, le tele dell’artista diventano un casco, una moto, il cofano di un auto o ancora una parete e su queste tele l’artista è chiamato a realizzare una creazione rispettando i gusti di chi la commissiona. Non si usano stampanti, trasferelli o trucchi, il tutto viene realizzato interamente a mano e per questo se fatta bene, ad un aerografia ed al lavoro dell’artista va certamente riconosciuto il suo valore.

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Alla prossima!

http://www.fb-airbrush-art.it

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Nel settore del custompainting un ruolo di tutto rispetto lo ha il pinstriping, ovvero la decorazione di oggetti o veicoli, effettuata utilizzando appositi smalti e pennelli con lunghe setole (a forma cosidetta di spada – “sword”) che permettono di ottenere precise grafiche composte da linee colorate.

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Ben più antica dell’aerografia, la decorazione di oggetti e veicoli con grafiche caratterizzate da linee era già presente ai tempi degli egizi e dei romani, ovviamente fatta allora con metodi e mezzi differenti da quello che è il concetto moderno del pinstriping.

Il concetto moderno di pinstriping così come lo intendiamo noi nel settore custom ha origine negli anni 40-50 del secolo scorso.

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Fino ad allora comunque i veicoli a 2 e 4 ruote erano si abbelliti con linee armoniose che ne seguivano i profili, ma queste mantenevano uno stile classico.

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Con il boom del dopoguerra nell’industria automobilistica in USA e con la nascita di tutto ciò che ruota attorno al mondo del rock’n roll e degli Hot Rod americani, quelle che erano state fino ad allora classiche linee si sviluppano in motivi sempre più intricati e colorati.

Tra i capostipiti del moderno pinstriping vi furono gli americani Tommy the Greek e Von Dutch, quest’ultimo artista poliedrico che generò i primi “intrecci” di linee simmetriche quasi per caso, a seguito di una richiesta di un cliente che gli chiese di coprire dei graffi presenti sull’auto con una grafica fatta a pennello. Da allora di strada ne è stata fatta e di artisti di questo genere ne sono nati molti, il tutto però fino a non molto tempo fa proliferava principalmente oltre oceano.

In Italia questo particolare modo di “tirare linee” era praticamente sconosciuto e praticato, salvo che per rarissime eccezioni. Diffusi erano invece coloro che oggi gli anziani restauratori di bici e moto d’epoca chiamano “filettattori” ovvero persone che nelle aziende dell’epoca decoravano biciclette, moto o eventualmente auto con la classica tecnica di pinstriping, tracciando cioè precise linee colorate che andavano ad esaltare ed assecondare le forme dei telai.

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Oserei dire che prima dell’avvento di internet i pinstriper moderni si potevano contare sulle dita di una mano in Italia, tra questi non si può fare a meno di citare il noto Ettore “Blaster” Callegaro.

Verso la fine degli anni 90, grazie alla diffusione delle informazioni via web, alla sempre maggiore facilità di reperire prodotti dall’estero e in Italia, il fenomeno del pinstriping ha preso sempre più piede, tant’è che oggi nelle fiere italiane dedicate al custom, questa tecnica sta vivendo una seconda giovinezza ed è molto facile imbattersi in un pinstriper in azione.

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Nel mio caso utilizzo questa tecnica in abbinamento all’aerografia, più spesso mi capita di decorare o meglio “filettare” alla vecchia maniera telai di biciclette o moto d’epoca.

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Questo articolo lo ho arricchito con fotografie di lavori creati da me, per un approfondimento nel mio sito potete trovare una sezione dedicata… http://www.fb-airbrush-art.it/indexcustom.html

Alla prossima…

FB

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Non capita tutti i giorni, soprattutto dalle mie parti, di potersi imbattere in una fiammante Corvette come quella che andrò a presentare in questo step-by-step.

Il desiderio del proprietario era di rendere la macchina ancora più aggressiva di quello che già e’, e per questo mi ha incaricato di pensare ad una grafica che facesse al caso suo.

Come spesso mi capita, anche questa volta prendo ispirazione dalla natura e propongo al mio cliente un tema che riprende una feroce tigre al centro del cofano, mentre sul resto dello stesso e sulle fiancate, decido di rappresentare una bandiera a scacchi mossa e strappata dal vento.

La mia idea viene presto promossa ed ora non mi resta che portare la macchina lontano da occhi indiscreti e cominciare in tutta tranquillità il mio lavoro…

STEP 1

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Il cofano e le portiere, vengono per prima cosa puliti ed opacizzati a dovere, tutte le parti in plastica presenti ai lati della macchina vengono mascherate ed infine l’intera superficie viene pulita attentamente con solvente antisilicone in modo da rimuovere qualsiasi traccia di grasso o sporco.

A questo punto sono pronto per iniziare a tracciare il disegno, come si può notare dalla foto, l’apertura dell’enorme cofano facilita un po’ le cose, è come se la macchina si fosse improvvisamente trasformata in una grossa lavagna.

Per la tracciatura iniziale mi avvalgo di un proiettore per diapositive, in modo da poter ricreare fedelmente i numerosi dettagli presenti nella foto ed allo stesso tempo non correre il rischio di sbagliare le proporzioni…tutto sommato sto lavorando su un cofano grande quasi quanto la mia macchina.

STEP 2

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Utilizzando il colore bianco e seguendo i contorni dell’immagine proiettata, traccio il disegno direttamente ad aerografo in tutti i suoi particolari. I colori utilizzati sono basi opache Glasurit serie 55, il bianco è molto coprente ma nonostante questo preferisco lavorare per strati leggeri fino a raggiungere dopo vari passaggi una copertura quasi totale.

Così facendo, il rosso di base mi torna anche utile per ottenere già dall’inizio un suggerimento sulla colorazione finale di parti come la lingua, le gengive o il naso.

STEP 3

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Continuo ad aggiungere bianco, soprattutto nelle zone ricoperte di pelo, in questa fase il proiettore viene spento e come riferimento tengo una stampa dettagliata dell’immagine.

Indubbiamente avrei fatto prima a verniciare di bianco l’area interessata dal disegno, e a lavorare poi con il nero, il rischio però era di ottenere un effetto meno realistico, anche a causa del forte contrasto causato dalla base stessa. Optando invece per la soluzione che ho scelto, già al termine della tracciatura e sfruttando il rosso dell’auto che ancora si intravede, la tigre sembra più viva e carica di tensione.

STEP 4

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A questo punto posso iniziare a lavorare con il nero. In questo caso viene utilizzato un colore molto diluito e come per le fasi già descritte procedo per strati leggeri, in modo da portare gradualmente tutta l’immagine allo stesso livello di saturazione.

Da questa foto e dalle precedenti si può notare come nella parte sinistra del cofano e proseguendo sulla portiera, siano presenti le linee del contorno della bandiera che disegnerò in seguito, a differenza del resto queste sono state tracciate con il gesso e seguendo la forma della macchina.

Come è noto infatti, nel custom painting non è solo importante che la grafica sia bella, ma è altrettanto importante che si adatti bene alla forma del veicolo.

STEP 5

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Torniamo ora alla nostra docile tigre….continuo con l’aggiungere nero per strati leggeri, alternandolo dove necessario con il bianco in modo da rendere tutto il disegno più compatto.

In questa fase e per le fasi successive, procedo osservando attentamente la stampa di riferimento.

A questo punto praticamente tutti i dettagli sono stati evidenziati, ma più che una tigre del Bengala questa si direbbe la sua parente Siberiana, inizio dunque a preparare i colori necessari per renderla ancora più realistica e simile alla foto di riferimento.

STEP 6

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Utilizzando un beige e del marrone scuro, dipingo le parti del muso che lo richiedono, cercando come sempre di non esagerare ma di distribuire il colore in modo uniforme. Come molti probabilmente sanno, è facile aggiungere colore su colore ma se poi qualcosa va storto è ben più difficile poter tornare indietro e correggere il tutto.

Oltre a quelli nominati fino ad ora, gli altri colori utilizzati sono il giallo per i denti ed un rosa carne per dettagli come la lingua e il naso.

Un buon diluente lento è quello che serve per preparare questi colori, non solo perché il lavoro è stato fatto in piena estate, ma anche perché consente in ogni caso di poter lavorare più a lungo senza correre il rischio che questi si secchino sulla punta dell’aerografo.

A proposito di aerografo, quello che ho utilizzato per tutto il lavoro è un Paasche VSR90…che è anche il mio preferito!

STEP 7

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Ecco il risultato ottenuto dopo diversi passaggi e sovrapposizioni di colore.

Per tutto il lavoro fatto sulla tigre non sono mai state utilizzate mascherature, di conseguenza lavorando a mano libera su certi dettagli poteva crearsi il cosiddetto overspray, se ciò succedeva andavo a correggere sovrapponendo del nuovo colore di base sulla zona segnata.

Queste correzioni sono state possibili grazie al fatto che i colori utilizzati non sono trasparenti ma opachi e quindi coprenti.

STEP 8

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Dopo una meritata pausa, riprendo il lavoro continuando dalla grafica tracciata su parte del cofano e sulla fiancata sinistra della macchina. Come già accennato andrò a rappresentare una bandiera a scacchi strappata e mossa dal vento.

I segni fatti in precedenza con il gesso mi servono come linea guida per stendere il nastrino flessibile da 3mm ed ottenere così una chiara idea sull’andamento della grafica.

In caso di modifiche a quest’ultima, il nastrino è facilmente rimovibile e riposizionabile.

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Terminato il posizionamento del nastrino, è ora necessario riportare lo stesso disegno sull’altro lato della macchina in maniera simmetrica.

Per fare questo utilizzo della carta da carrozzeria per mascheratura, che per prima cosa viene applicata con attenzione su tutta la fiancata.

Oltre a coprire il nastrino adesivo, è necessario che la carta raggiunga alcuni punti da tenere come riferimento per quando verrà riposizionata sull’altro lato.

In particolare i punti scelti sono lo stemma della macchina, la parte superiore del cofano, la ruota anteriore sinistra e il battiporta.

Utilizzando un gesso colorato, ripasso tutte le zone citate ottenendo così il risultato visibile in foto.

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Armato di tanta pazienza e di un rudimentale compasso, dopo aver tolto con attenzione la carta, la posiziono poco alla volta su un panno morbido e comincio a forare la parte interna lungo tutto il contorno ottenuto con il gesso…(aaargh!…non ho mai desiderato tanto possedere una “pounching weel” come in questo momento!)

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Terminato il lavoro di foratura, rovescio la carta e la applico sull’altra fiancata della macchina tenendo come riferimento i segni tracciati sulla parte superiore del cofano, sul battiporta, sul passaruota e sullo stemma, in modo da essere sicuro di ottenere una grafica simmetrica a quella già tracciata.

Con un tampone di cotone e del borotalco, ripasso tutta la zona forata.

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Terminato lo spolvero e rimossa con attenzione la carta, ottengo in breve tempo la linea desiderata. Soffiando con decisione elimino l’eccesso di borotalco, per poi passare alla fase successiva.

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In questa fase la grafica viene completamente tracciata.

Per fare ciò ho seguito con il nastrino i tratti ottenuti con il borotalco, dopodiché utilizzando del solvente antisilicone all’acqua ho pulito nuovamente il cofano, soprattutto nelle zone maggiormente toccate con le dita.

Le mani devono essere sempre ben pulite e sgrassate, evitando così di lasciare segni indesiderati sulla superficie.

STEP 14

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dopo qualche ora, ecco come si presenta la macchina.

Per prepararla così come la si vede in foto ho utilizzato della tranfer paper nelle zone limitrofe al nastrino, questa ultima è stata poi tagliata con un bisturi molto affilato seguendo i contorni della bandiera.

Il nastrino ha funzionato sia da linea guida che da base per il taglio, in modo da non correre il rischio di incidere la carrozzeria.

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A questo punto entra in scena il mio amico e collaboratore Andrea, con una pistola da carrozzeria a bassa pressione provvede in breve tempo a verniciare di bianco entrambe le fiancate ed il cofano della macchina fino alle vicinanze della tigre.

Per precauzione e per evitare overspray la tigre viene temporaneamente coperta con una mascheratura mobile.

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Al calare della notte recupero nuovamente il proiettore ed alcune diapositive fatte ad una bandiera a scacchi da me costruita. Proietto la bandiera su entrambi i lati e sul cofano, e armato di matita nera ne ripasso leggermente i contorni. In un tempo relativamente breve riesco così ad ottenere la traccia del disegno finale, ma come vedremo la parte più impegnativa arriverà nel prossimo step….

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eccoci infatti ad un altro momento che richiede pazienza ed attenzione, la mascheratura di tutti gli scacchi della bandiera che alla fine dovranno restare bianchi. Utilizzando del nastro di carta e con l’aiuto di un bisturi, copro uno ad uno tutti i quadrati precedentemente segnati.

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Terminata l’applicazione del nastro e dopo uno scrupoloso controllo, procedo con la verniciatura in nero della bandiera.

A vernice asciutta rimuovo una ad una tutte le parti mascherate.

Come si può notare dalla foto il contrasto tra i quadrati bianchi e quelli neri è molto forte, questa caratteristica toglie un po’ di realismo alla bandiera, che deve invece sembrare mossa dal vento.

Nella fase successiva quindi traccerò una serie di sfumature con il nero molto diluito, in modo da creare i necessari contrasti di luce ed ombra.

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Ecco come si presenta la macchina dopo aver tolto tutte le mascherature ed aver dipinto le ombre…dopo gli ultimi ritocchi è ormai giunto il momento di spacchettarla e di riaprire il grosso cofano.

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Una volta riaperto il cofano, non mi resta che unire la testa della tigre al resto della grafica. Per far questo inizio col dipingere una base bianca che va a sovrapporsi in parte alla bandiera ed in parte alla tigre.

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Terminata la base bianca, procedo con il nero a disegnare il resto del pelo, che allontanandosi dalla testa dell’animale assume sempre più le sembianze della bandiera.

In questa fase effettuo anche gli ultimi ritocchi di colore sulla testa della tigre, considerando che ora si trova in un contesto di scacchi bianchi e neri e non più in contrasto con uno sfondo rosso.

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Dopo due settimane di pieno lavoro, finalmente la macchina è pronta per riprendere la strada e raggiungere la vicina carrozzeria, dove verranno applicate diverse mani di trasparente e dove verrà lucidata a dovere.

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In conclusione, spero che questo step by step sia stato abbastanza esauriente…vi ho svelato così una delle ricette per rendere ancora più attraente una macchina che lo è già per natura!

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