Posts Tagged ‘Flavio Bosco aerografia’

ll “True Fire” è una tecnica di aerografia inventata e diffusa dall’artista Americano Mike Lavallee a metà degli anni 2000…quando si parla di “True fire” infatti, per gli addetti ai lavori il richiamo va subito al suo nome. Molti artisti in tutto il mondo hanno appreso la sua tecnica, grazie anche a tutorial da lui stesso commercializzati e che “come una fiammata” hanno permesso che questa tecnica venisse sempre più spesso utilizzata.

AEROGRAFIA+AIRBRUSH+MOTO+CUSTOM    AEROGRAFIA+AIRBRUSH+SKATE+TRUE+FIRE

Tra questi artisti “sperimentatori” rientro anche io 😉 ed alcuni lavori di questo genere li ho fatti sebbene non abbia approfondito il tema, anche perchè come si sa, il mercato in Italia per questo tipo di creazioni non è così florido come potrebbe essere in America o ancora in Germania.

COFANO+AEROGRFIA+AIRBRUSH+FLAVIO+BOSCO    AEROGRAFIA+TRUE+FIRE

Ho avuto comunque la fortuna di incontrare di persona Mike Lavallee a Las Vegas in occasione del Sema Show 2010 e vederlo all’opera, ovviamente non solo con questo tipo di tecnica, dato che lui stesso è un artista dell’aerografo a 360°.

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Vi lascio quindi ad alcune mie creazioni in tema di true fire, prima di dedicarmi alla prossima che verrà realizzata su un auto e della quale riporterò prossimamente uno step-by-step dedicato… 😉

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Sabato 23 Novembre all’interno dell’evento Swiss Bodypainting Art Festival 2013, presso il centro congressi a Lugano (Svizzera), io e le mie colleghe Elena e Fiorella, siamo stati ospiti come team Colorsensation allo stand Vyrus, nota casa motociclistica italiana creatrice di autentiche “opere d’arte e tecnologia” su due ruote.

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L’obiettivo del nostro team, era quello di realizzare una dimostrazione artistica che unisse l’arte alla tecnologia facendole diventare una cosa sola. Le nostre arti che si manifestano con il bodypainting (pittura su corpo) ed il custompainting (pittura su veicoli) hanno preso vita contemporaneamente, e mentre Elena e Fiorella erano detite al bodypainting sulla modella, io ho avuto a mia disposizione per l’intera giornata una Vyrus modello 986 M2 con telaio interamente in carbonio, da dipingere e trasformare in sintonia con il lavoro sul corpo della modella.

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Come accade in questi casi, tutto il lavoro va studiato preventivamente in modo da farlo perfettamente combaciare con le caratteristiche e le idee che animano la filosofia del marchio che ci ha ospitato, in questo caso Vyrus appunto.

Pura Follya Tecnologica” è il motto che anima tutto il mondo che ruota attorno a questa moto dalle linee futuristiche e dotata di una tecnologia a dir poco “extraterreste”.

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Sposando questo motto, la nostra scelta di grafica è stata di stile biomeccanico ed alieno, usando colori perlati ed iridescenti e linee che andavano a combaciare sia con le forme del corpo della modella che con le forme del telaio della moto.

La sfida soprattutto per la parte grafica realizzata sulla moto, è stata quella di dover portare a termine tutto entro la sera stessa ed in contemporanea al bodypainting.

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Il nostro lavoro senza sosta dalle 11.00 del mattino fino alle 19.00 ha permesso ai numerosi visitatori che hanno partecipato all’evento, di poter seguire lo sviluppo di entrambe le tecniche su corpo e su telaio, il primo dipinto da Elena e Fiorella con pennelli e spugne ed applicazione di effetti speciali, il secondo da me interamente realizzato ad aerografo e con l’uso di una tecnica di verniciatura detta “Marblizing”.

Il risultato con nostra soddisfazione e del team Vyrus è stato quello voluto, una perfetta fusione tra arte e tecnologia, tra corpo umano e corpo meccanico, possiamo veramente dire che le fatiche spese in questo progetto sono valse ad ottenere qualcosa di unico.

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In questo bel video, realizzato dall’amico Massimo che ha piazzato una macchina fotografica a riprenderci per l’intera giornata, con scatti intervallati ogni 30 sec, potete vedere tutto il nostro lavoro sintetizzato in circa 2 minuti.

 

Per il resto vi lascio alle foto presenti nell’articolo, non prima di ringraziare la nostra bravissima modella Naomi ed a seguire in modo particolare l’amico Antonio Silvestro, organizzatore dello Swiss Bodypainting Art Festival che ci ha permesso di avvicinare i due mondi, quello del bodypainting a quello della tecnologia su due ruote Vyrus.

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Ringrazio inoltre il simpaticissimo Renzo, progettista e proprietario della moto che ho avuto a disposizione e “last but not least” Ascanio Rodorigo proprietario del marchio Vyrus che ci ha consentito di realizzare questa inedita ed innovativa esibizione.

Alla prossima!

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Prenderà il via domani 5 Novembre al Las Vegas Convention Center e si protrarrà fino a Venerdi 8, il SEMA Show 2013, il più grande evento a livello mondiale dedicato al mondo automotive e custom.

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Qui gli addetti ai lavori appassionati delle quattro ruote e della personalizzazione ad aerografo e non solo, si può tranquillamente dire che trovano il loro “paradiso”.

Un area espositiva talmente grande che servono 2 giorni per girarla completamente.

Ho avuto la fortuna nel 2010 di poter visitare questa “Mecca” dedicata al custom e vi riporto in questo articolo una breve cronaca ed immagini di quanto li possiate trovare.

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Va precisato che benchè l’evento attragga decine di migliaia di persone da tutto il mondo, questo non è aperto al pubblico ma solo agli addetti ai lavori del settore, questo per farvi capire l’importanza che esso ha.

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La cosa che mi ha colpito di più è questa enorme distesa di veicoli customizzati e di tutti i tipi, veicoli che davvero occupano ogni angolo della fiera, un auto od una moto che qui ad una qualsiasi nostra fiera del settore verrebbero poste su un trono in primo piano, li le puoi trovare dietro un angolo o in aree di poco passaggio…giusto per capire quante veramente ve ne siano e di che valore.

Così come le auto in esposizione, anche gli stand espositivi non si contano e in alcuni di questi…al dilà degli incontri con ragazze mozzafiato…è possibile trovare gli artisti top del settore aerografia e decorazioni custom e per chi come me è appassionato per l’appunto di aerografia, non è cosa da tutti i giorni.

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Se nei padiglioni della fiera ci si può perdere, l’area esterna “più contenuta” e forse simile a quella delle nostre fiere maggiori, offre continui show ed acrobazie dei personaggi top del settore e giusto per citarne uno vi riporto il nome di un certo Ken Block.

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A tutto questo se sommiamo il fatto che fuori dalla fiera ci si può immergere nella Fabulous Las Vegas, con temperature estive anche in questo mese di Novembre…….direi che mi è venuta una gran voglia di ritornarci….spero per il prossimo anno ormai. Se voi per caso siete ancora in tempo, un viaggio da quelle parti ve lo consiglio sicuramente.

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 Alla prossima!

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Realizzo su richiesta corsi base individuali di aerografia indirizzati a chi vuole per la prima volta affacciarsi a questa tecnica pittorica.

Il corso, della durata di due giorni (18 ore), ha come scopo quello di fornire le informazioni necessarie per il corretto utilizzo dello strumento e degli accessori ad esso correlati.

L’aerografo non è una “bacchetta magica”, ma uno strumento che va innanzitutto conosciuto e solo dopo aver imparato a “domarlo” arriveranno i primi risultati.

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Il corso è così suddiviso:

PRIMO GIORNO

-presentazione dell’aerografo nelle sue varie versioni, breve storia relativa alla sua nascita ed utilizzo.

-presentazione degli accessori correlati all’uso dell’ aerografo (compressori,tubi aria, supporti, accessori per la pulizia e manutenzione dello strumento)

-presentazione delle varie tipologie di colori utilizzabili con l’aerografo.

-smontaggio e rimontaggio completo di un aerografo, differenze prinicipali tra i vari modelli.

-prove pratiche su carta da disegno, volte al controllo dello strumento.

-confronto tra un utilizzo corretto dell’aerografo ed uno scorretto , con visione dei risultati che ne conseguono.

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SECONDO GIORNO

-scelta di un soggetto da rappresentare su carta da disegno

-scelta degli accessori utili ed affiancabili all’aerografo per la colorazione del disegno (matite, gomme, mascherine mobili, mascherine fisse, materiali di uso comune utilizzabili per la creazione di effetti)

-colorazione del soggetto da parte dell’allievo, con particolare attenzione per la stesura dei colori, la creazione di ombre ed alteluci, l’utilizzo di tecniche base ed accessori per la creazione di effetti particolari.

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Il corso si svolgerà a Cambiago (MI), a 2 Km dall’uscita casello autostradale Cavenago Cambiago su A4 Milano-Venezia e a 5 km dalla stazione della metropolitana MM2 Gessate.

La durata è di due giorni consecutivi (Sabato-Domenica) o in alternativa diviso in due Sabati consecutivi.

Possibilità di pernotto a 100mt dalla sede del corso.

Trattandosi di un corso individuale e su prenotazione, le date vengono concordate direttamente in base agli impegni del periodo.

L’allievo avrà a disposizione presso il mio laboratorio tutto il materiale necessario per lavorare nei 2 giorni di corso ed il vantaggio di essere esclusivamente seguito nell’apprendimento di questa tecnica.

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Per ricevere ulteriori dettagli potete inviare una mail a flavio.fb@hotmail.it

Un w-end ricco di presenze quello che si è appena concluso a Brescia in occasione del Rombo di Tuono 2013, fiera dedicata al mondo custom delle due ruote tenutasi il 5-6 Ottobre.

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L’evento è ritornato nei nuovi padiglioni della fiera e la risposta da parte di espositori e pubblico non è tardata ad arrivare.

Gran presenza di kustomizers soprattutto italiani e oltre ad essi non è mancata un intera area dedicata al vintage ed alle auto d’epoca americane.

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Grazie all’organizzazione di “KustomGarage.it” ho preso parte alla manifestazione esponendo il mio stand e mettendo in mostra caschi, serbatoi e lavori di pinstriping.

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Una decina di altri artisti hanno esposto in questo nostro “villaggio artistico dedicato al kustom” e tutti con pazienza e precisione ci siamo sfidati in un amichevole contest dipingendo la fiancata di un serbatoio in vetroresina, fornitoci da Elaboratorio, uno degli sponsor presenti.

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Il pubblico ha così potuto ammirare come nasce un lavoro ad aerografo piuttosto che di pinstriping.

I lavori terminati sono stati esposti in modo da poter essere votati dai passanti, allo scopo di nominare i vincitori, decretati sia dai voti popolari ricevuti in fiera che da quelli ricevuti dalla pubblicazione delle foto sulla pagina facebook di kustomgarage.it.

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In classifica al primo posto si è piazzato il pinstriper Fats, al secondo SheilAerografie ed al terzo Cisko.

I premi (1 aerografo iwata, colori e riviste) sono stati messi in palio dall’azienda WoWColors e da KustomGarage.it

Sicuramente un esperienza da ripetere e da portare avanti in modo che sempre più persone possano prenderne parte ed il pubblico possa capire quale lavoro artigianale c’è dietro ad ogni opera.

Alla prossima…

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Una delle cose che più apprezzo dell’aerografo, è che ha davvero pochi limiti di utilizzo, permette di dipingere praticamente su ogni superficie, ovviamente scegliendo di caso in caso un tipo di colore adatto.

In questo nuovo articolo a tal proposito vi presento un lavoro creato su un paio di Converse All-Star, che essendo in tela si prestano molto bene alla colorazione con l’aerografo.

La base di colore bianco è l’ideale per far risaltare la vernice, soprattutto se si vogliono utilizzare colori brillanti.

Prima di cominciare, le parti in plastica come il logo e il contorno suola vengono mascherate con nastro di carta per evitare di sporcarle con il colore.

Il resto, come in questo caso viene lasciato alla fantasia e strato dopo strato, colore dopo colore la grafica viene completata, anche con l’ausilio di stencil per mascheratura, a seconda dell’effetto che si desidera ottenere.

Chi indosserà queste scarpe, sicuramente non passerà inosservato. Ecco che un altro oggetto comune, grazie al tocco dell’aerografo, si è trasformato in un pezzo unico e originale, decorato interamente a mano!

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One of the things that I like the most about airbrush art, is that the airbrush can be used to paint almost everything, choosing each time the right type of paint.

In this new article I would like to present you an artwork done on the famous Converse All-Star shoes, which are an ideal support to be painted, due to the fabric used to make them.

The white fabric is perfect to enhance the brilliance of the colors used in the painting process.

First of all, all the plastic parts of the shoes are masked with tape, to avoid airbrush overspray.

The final result it is up to the fantasy of the artist, the graphic it is completed layer by layer and adding several colors, also using some stencil to obtain different effects.

The owner of these shoes won’t be unnoticed for sure, thanks to the airbrush another object of common use it has been transformed into an original and unique handmade piece of art!

Alla prossima!

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Giusto per rimanere in tema “camouflage” vi presento in questo articolo un lavoro fatto per un appassionato di soft-air, gioco di squadra che prevede la simulazione di combattimenti militari con l’utilizzo di armi ad aria compressa….e proprio una di queste armi giocattolo è la protagonista di questo articolo.

Queste solitamente si presentano di colore nero opaco, ciò che mi è stato chiesto è una colorazione mimetica.

Smontata nelle varie parti che la compongono, per prima cosa è stata opacizzata con carta abrasiva, dopodichè sono state coperte e mascherate con nastro di carta, le parti che non dovevano essere verniciate.

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La prima fase della verniciatura consiste nell’applicazione di un fondo aggrappante.

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A questo punto viene applicata la base, per l’occasione di colore beije chiaro.

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Dopodichè in varie fasi e con i colori dapprima verde, poi marrone ed infine nero, viene realizzata la tipica colorazione militare.

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Un mano di trasparente finale, per l’occasione opaco, ha completato il tutto e protetto la grafica realizzata.

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Lavori come questo sebbene non siano di grandi dimensioni spesso richiedono più pazienza di altri viste le parti minute, il risultato finale ripaga comunque delle ore spese…!

Alla prossima pubblicazione!

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Vi presento in questa occasione un mio nuovo lavoro realizzato su una Fiat 500 Abarth.

Il desiderio del proprietario era di reinterpretare in stile camouflage, le caratteristiche bande laterali rosse presenti sulle auto di serie, mantenendone inalterate le dimensioni e non rinunciando ovviamente alla scritta ABARTH.

L’auto era già “sotto i ferri” in carrozzeria per altri lavori ed ho approfittato per posizionarla comodamente e procedere con la creazione della grafica, fatta ad aerografo e principalmente con la tecnica della mascheratura con frisket, una pellicola a bassa adesività facilmente intagliabile dalla quale ho ricavato le sagome mimetiche.

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I colori utilizzati e preparati preventivamente, sono basi a solvente, scelti per il fatto che asciugano rapidamente e sono molto resistenti pur applicando sopra pellicole per mascheratura.   A fine lavoro e come di consueto sono state applicate in forno di verniciatura due mani di trasparente a proteggere la grafica.

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Come visibile dalle foto, in aggiunta alle fasce laterali e con la stessa procedura sono stati dipinti anche gli specchietti.

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Pur essendo piuttosto semplice come grafica, la scelta di reinterpretarla in modo originale attirerà sicuramente molte più attenzioni verso l’auto, personalizzare significa rendere unici i propri oggetti e per fare questo non serve certo stravolgerli, è sufficiente quel tocco che fa la differenza rispetto a tutto il resto della “massa”.

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Alla prossima pubblicazione www.fb-airbrush-art.it

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Non capita tutti i giorni, soprattutto dalle mie parti, di potersi imbattere in una fiammante Corvette come quella che andrò a presentare in questo step-by-step.

Il desiderio del proprietario era di rendere la macchina ancora più aggressiva di quello che già e’, e per questo mi ha incaricato di pensare ad una grafica che facesse al caso suo.

Come spesso mi capita, anche questa volta prendo ispirazione dalla natura e propongo al mio cliente un tema che riprende una feroce tigre al centro del cofano, mentre sul resto dello stesso e sulle fiancate, decido di rappresentare una bandiera a scacchi mossa e strappata dal vento.

La mia idea viene presto promossa ed ora non mi resta che portare la macchina lontano da occhi indiscreti e cominciare in tutta tranquillità il mio lavoro…

STEP 1

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Il cofano e le portiere, vengono per prima cosa puliti ed opacizzati a dovere, tutte le parti in plastica presenti ai lati della macchina vengono mascherate ed infine l’intera superficie viene pulita attentamente con solvente antisilicone in modo da rimuovere qualsiasi traccia di grasso o sporco.

A questo punto sono pronto per iniziare a tracciare il disegno, come si può notare dalla foto, l’apertura dell’enorme cofano facilita un po’ le cose, è come se la macchina si fosse improvvisamente trasformata in una grossa lavagna.

Per la tracciatura iniziale mi avvalgo di un proiettore per diapositive, in modo da poter ricreare fedelmente i numerosi dettagli presenti nella foto ed allo stesso tempo non correre il rischio di sbagliare le proporzioni…tutto sommato sto lavorando su un cofano grande quasi quanto la mia macchina.

STEP 2

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Utilizzando il colore bianco e seguendo i contorni dell’immagine proiettata, traccio il disegno direttamente ad aerografo in tutti i suoi particolari. I colori utilizzati sono basi opache Glasurit serie 55, il bianco è molto coprente ma nonostante questo preferisco lavorare per strati leggeri fino a raggiungere dopo vari passaggi una copertura quasi totale.

Così facendo, il rosso di base mi torna anche utile per ottenere già dall’inizio un suggerimento sulla colorazione finale di parti come la lingua, le gengive o il naso.

STEP 3

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Continuo ad aggiungere bianco, soprattutto nelle zone ricoperte di pelo, in questa fase il proiettore viene spento e come riferimento tengo una stampa dettagliata dell’immagine.

Indubbiamente avrei fatto prima a verniciare di bianco l’area interessata dal disegno, e a lavorare poi con il nero, il rischio però era di ottenere un effetto meno realistico, anche a causa del forte contrasto causato dalla base stessa. Optando invece per la soluzione che ho scelto, già al termine della tracciatura e sfruttando il rosso dell’auto che ancora si intravede, la tigre sembra più viva e carica di tensione.

STEP 4

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A questo punto posso iniziare a lavorare con il nero. In questo caso viene utilizzato un colore molto diluito e come per le fasi già descritte procedo per strati leggeri, in modo da portare gradualmente tutta l’immagine allo stesso livello di saturazione.

Da questa foto e dalle precedenti si può notare come nella parte sinistra del cofano e proseguendo sulla portiera, siano presenti le linee del contorno della bandiera che disegnerò in seguito, a differenza del resto queste sono state tracciate con il gesso e seguendo la forma della macchina.

Come è noto infatti, nel custom painting non è solo importante che la grafica sia bella, ma è altrettanto importante che si adatti bene alla forma del veicolo.

STEP 5

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Torniamo ora alla nostra docile tigre….continuo con l’aggiungere nero per strati leggeri, alternandolo dove necessario con il bianco in modo da rendere tutto il disegno più compatto.

In questa fase e per le fasi successive, procedo osservando attentamente la stampa di riferimento.

A questo punto praticamente tutti i dettagli sono stati evidenziati, ma più che una tigre del Bengala questa si direbbe la sua parente Siberiana, inizio dunque a preparare i colori necessari per renderla ancora più realistica e simile alla foto di riferimento.

STEP 6

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Utilizzando un beige e del marrone scuro, dipingo le parti del muso che lo richiedono, cercando come sempre di non esagerare ma di distribuire il colore in modo uniforme. Come molti probabilmente sanno, è facile aggiungere colore su colore ma se poi qualcosa va storto è ben più difficile poter tornare indietro e correggere il tutto.

Oltre a quelli nominati fino ad ora, gli altri colori utilizzati sono il giallo per i denti ed un rosa carne per dettagli come la lingua e il naso.

Un buon diluente lento è quello che serve per preparare questi colori, non solo perché il lavoro è stato fatto in piena estate, ma anche perché consente in ogni caso di poter lavorare più a lungo senza correre il rischio che questi si secchino sulla punta dell’aerografo.

A proposito di aerografo, quello che ho utilizzato per tutto il lavoro è un Paasche VSR90…che è anche il mio preferito!

STEP 7

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Ecco il risultato ottenuto dopo diversi passaggi e sovrapposizioni di colore.

Per tutto il lavoro fatto sulla tigre non sono mai state utilizzate mascherature, di conseguenza lavorando a mano libera su certi dettagli poteva crearsi il cosiddetto overspray, se ciò succedeva andavo a correggere sovrapponendo del nuovo colore di base sulla zona segnata.

Queste correzioni sono state possibili grazie al fatto che i colori utilizzati non sono trasparenti ma opachi e quindi coprenti.

STEP 8

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Dopo una meritata pausa, riprendo il lavoro continuando dalla grafica tracciata su parte del cofano e sulla fiancata sinistra della macchina. Come già accennato andrò a rappresentare una bandiera a scacchi strappata e mossa dal vento.

I segni fatti in precedenza con il gesso mi servono come linea guida per stendere il nastrino flessibile da 3mm ed ottenere così una chiara idea sull’andamento della grafica.

In caso di modifiche a quest’ultima, il nastrino è facilmente rimovibile e riposizionabile.

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Terminato il posizionamento del nastrino, è ora necessario riportare lo stesso disegno sull’altro lato della macchina in maniera simmetrica.

Per fare questo utilizzo della carta da carrozzeria per mascheratura, che per prima cosa viene applicata con attenzione su tutta la fiancata.

Oltre a coprire il nastrino adesivo, è necessario che la carta raggiunga alcuni punti da tenere come riferimento per quando verrà riposizionata sull’altro lato.

In particolare i punti scelti sono lo stemma della macchina, la parte superiore del cofano, la ruota anteriore sinistra e il battiporta.

Utilizzando un gesso colorato, ripasso tutte le zone citate ottenendo così il risultato visibile in foto.

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Armato di tanta pazienza e di un rudimentale compasso, dopo aver tolto con attenzione la carta, la posiziono poco alla volta su un panno morbido e comincio a forare la parte interna lungo tutto il contorno ottenuto con il gesso…(aaargh!…non ho mai desiderato tanto possedere una “pounching weel” come in questo momento!)

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Terminato il lavoro di foratura, rovescio la carta e la applico sull’altra fiancata della macchina tenendo come riferimento i segni tracciati sulla parte superiore del cofano, sul battiporta, sul passaruota e sullo stemma, in modo da essere sicuro di ottenere una grafica simmetrica a quella già tracciata.

Con un tampone di cotone e del borotalco, ripasso tutta la zona forata.

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Terminato lo spolvero e rimossa con attenzione la carta, ottengo in breve tempo la linea desiderata. Soffiando con decisione elimino l’eccesso di borotalco, per poi passare alla fase successiva.

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In questa fase la grafica viene completamente tracciata.

Per fare ciò ho seguito con il nastrino i tratti ottenuti con il borotalco, dopodiché utilizzando del solvente antisilicone all’acqua ho pulito nuovamente il cofano, soprattutto nelle zone maggiormente toccate con le dita.

Le mani devono essere sempre ben pulite e sgrassate, evitando così di lasciare segni indesiderati sulla superficie.

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dopo qualche ora, ecco come si presenta la macchina.

Per prepararla così come la si vede in foto ho utilizzato della tranfer paper nelle zone limitrofe al nastrino, questa ultima è stata poi tagliata con un bisturi molto affilato seguendo i contorni della bandiera.

Il nastrino ha funzionato sia da linea guida che da base per il taglio, in modo da non correre il rischio di incidere la carrozzeria.

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A questo punto entra in scena il mio amico e collaboratore Andrea, con una pistola da carrozzeria a bassa pressione provvede in breve tempo a verniciare di bianco entrambe le fiancate ed il cofano della macchina fino alle vicinanze della tigre.

Per precauzione e per evitare overspray la tigre viene temporaneamente coperta con una mascheratura mobile.

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Al calare della notte recupero nuovamente il proiettore ed alcune diapositive fatte ad una bandiera a scacchi da me costruita. Proietto la bandiera su entrambi i lati e sul cofano, e armato di matita nera ne ripasso leggermente i contorni. In un tempo relativamente breve riesco così ad ottenere la traccia del disegno finale, ma come vedremo la parte più impegnativa arriverà nel prossimo step….

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eccoci infatti ad un altro momento che richiede pazienza ed attenzione, la mascheratura di tutti gli scacchi della bandiera che alla fine dovranno restare bianchi. Utilizzando del nastro di carta e con l’aiuto di un bisturi, copro uno ad uno tutti i quadrati precedentemente segnati.

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Terminata l’applicazione del nastro e dopo uno scrupoloso controllo, procedo con la verniciatura in nero della bandiera.

A vernice asciutta rimuovo una ad una tutte le parti mascherate.

Come si può notare dalla foto il contrasto tra i quadrati bianchi e quelli neri è molto forte, questa caratteristica toglie un po’ di realismo alla bandiera, che deve invece sembrare mossa dal vento.

Nella fase successiva quindi traccerò una serie di sfumature con il nero molto diluito, in modo da creare i necessari contrasti di luce ed ombra.

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Ecco come si presenta la macchina dopo aver tolto tutte le mascherature ed aver dipinto le ombre…dopo gli ultimi ritocchi è ormai giunto il momento di spacchettarla e di riaprire il grosso cofano.

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Una volta riaperto il cofano, non mi resta che unire la testa della tigre al resto della grafica. Per far questo inizio col dipingere una base bianca che va a sovrapporsi in parte alla bandiera ed in parte alla tigre.

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Terminata la base bianca, procedo con il nero a disegnare il resto del pelo, che allontanandosi dalla testa dell’animale assume sempre più le sembianze della bandiera.

In questa fase effettuo anche gli ultimi ritocchi di colore sulla testa della tigre, considerando che ora si trova in un contesto di scacchi bianchi e neri e non più in contrasto con uno sfondo rosso.

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Dopo due settimane di pieno lavoro, finalmente la macchina è pronta per riprendere la strada e raggiungere la vicina carrozzeria, dove verranno applicate diverse mani di trasparente e dove verrà lucidata a dovere.

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In conclusione, spero che questo step by step sia stato abbastanza esauriente…vi ho svelato così una delle ricette per rendere ancora più attraente una macchina che lo è già per natura!

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In queste righe vi presento un mio recente lavoro su un serbatoio custom, dove a differenza del solito, ho dipinto direttamente sulla base di metallo smerigliato dello stesso, protetta da uno strato di trasparente.

L’effetto ottenuto doveva abbinarsi al resto della moto, che mostrava in più parti metallo vivo alternato al telaio nero opaco.

Il soggetto scelto per la decorazione sul serbatoio è il noto Fester Addams, riprodotto ovviamente in bianco e nero, perfetto per abbinarsi al resto della moto.

Le principali fasi della lavorazione sono rappresentate nelle seguenti fotografie, dapprima ho delimitato la zona del volto e spruzzato ad aerografo una base di colore bianco.

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Il secondo passo è stato riportare la traccia del disegno a matita ed infine su questa, ho completato il tutto con il bianco e nero ad aerografo.

In conclusione è stato applicato un ultimo strato di trasparente su tutto il serbatoio allo scopo di proteggere il disegno.

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Sebbene la grafica fosse semplice, comunque si è perfettamente sposata con lo stile della moto e non da ultimo con i gusti del cliente, una regola che considero d’oro nel custom è di adattare sempre la grafica e i soggetti alle forme e allo stile del mezzo da decorare.

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Se può interessarvi vedere altri esempi vi rimando al mio sito www.fb-airbrush-art.it